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Perché le giovani coppie dovrebbero avere un aiuto per la casa?

Il numero dei giovani oltre i 35 anni che restano a casa dei genitori è sempre più in crescita. Questo accade perché l'alto tasso di disoccupazione e la crisi economica generale, e quindi anche del mondo del lavoro, non accennano a migliorare. Non tutti possono permettersi l'indipendenza e l'idea di prendere casa in affitto per conto proprio diventa un desiderio sempre più impossibile da realizzare. Per far fronte a questa situazione incresciosa, lo Stato e più nello specifico i Comuni, dovrebbero aiutare i giovani che versano in condizioni precarie, ad avere una casa propria per mettere radici ed eventualmente formare una famiglia. Al Centro-Sud le percentuali di questo fenomeno sono più elevate.

Attualmente per poter affittare una casa o richiedere un mutuo non è sufficiente un stipendio “decente”, ci vuole un ottimo stipendio e spesso un contratto a tempo indeterminato, prerogative non da tutti.

Le iniziative di social housing nascono proprio per porre rimedio a questa situazione. Si tratta infatti di un'evoluzione del concetto di case popolari, non si tratta di abitazioni destinate alle fasce poverissime della società, ma pensate appositamente per i giovani (ma anche anziani, famiglie con basso reddito ecc) che hanno un'entrata mensile, ma che con i prezzi e le richieste del mercato immobiliare attuale non riuscirebbero a far fronte a nessun altra spesa. Il canone mensile per un alloggio in questo caso non deve superare il 25% dello stipendio dell'individuo, questa clausola è in grado di assicurare ai giovani un'abitazione a un prezzo relativamente economico, cosa che può incentivare il loro distacco dalle famiglie di origine e l'inizio di una vita indipendente. Solo in questo modo la società può crescere, guardare avanti e progredire infatti i progetti di housing sociale sono preziosi per il benessere della comunità.

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